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Abbandono Del Sito Internet Da Parte Degli Utenti: Perché Avviene?

Abbandono del sito internet da parte degli utenti: perché avviene?

I motori di ricerca, si sa, sono molto attenti all’esperienza dell’utente, e tendono a premiare siti web che risultano interessanti e che favoriscono la user experience dei visitatori.

Chiunque abbia un sito internet (o più siti internet, nel caso ad esempio di un’agenzia di comunicazione) e si occupi del monitoraggio dei dati di Google Analytics, deve prestare attenzione ad alcuni parametri relativi all’abbandono del sito internet ai fini di analizzarne la proficuità e il grado di interesse da parte degli utenti.

Tra i principali valori di cui tenere conto citiamo:

  • Frequenza di rimbalzo (in inglese, “bounce rate”): percentuale di sessioni di una sola pagina, ovvero le sessioni in cui gli utenti abbandonano il sito dalla pagina da cui sono entrati, senza interagirvi (fonte: guida ufficiale di Google Analytics);
  • Tempo medio sulla pagina: quantità media di tempo passato dagli utenti a visualizzare una specifica pagina o schermata o un insieme di pagine o schermate (fonte: Google Analytics → Comportamento → Panoramica).

Non è questa la sede di un approfondimento di Google Analytics; per l’obiettivo che si pone la presente argomentazione è importante però capire come questi due parametri diano indicazioni molto utili in merito al grado di apprezzamento dei visitatori verso il sito web in questione.

Ma perché si verifica l’abbandono del sito internet? Cosa genera nel visitatore una perdita di interesse al punto di spingerlo a porre fine all’esperienza sul sito web che sta visitando?

1) Informazioni prive di utilità

Gli utenti, nel corso del loro peregrinare sul web, vanno sempre più alla ricerca di informazioni utili e che possano avere un effettivo beneficio per la loro esperienza: cercano quindi dei chiarimenti in merito a un dubbio, un aiuto per risolvere un problema tecnico, novità e aggiornamenti o, nel caso di siti e-commerce, il percorso di acquisto più semplice possibile.

Se in seguito a un’interrogazione (“query”) da parte nell’utente verso il motore di ricerca vengono generati una serie di risultati e l’utente visitando un sito internet non trova la risposta che cerca, ciò genera un’immediata sensazione di perdita di tempo, che si tramuta in un’istantanea uscita dalle pagine del sito, con aumento del bounce rate e calo drastico del tempo di permanenza. Insomma, crescono i dati di abbandono del sito internet.

E anche da qui emerge chiaramente come Google e gli altri motori di ricerca abbiano il pieno interesse nel far sì che nelle SERP (acronimo di Search Engine Results Page) compaiano solo risultati utili e pertinenti.

Quindi viene spontaneo chiedersi: quanto tempo si ha a disposizione per catturare l’attenzione dell’utente ed evitare di perderlo? È proprio qui il bello: pochissimi secondi!

2) Contenuti di bassa qualità

Non solo utilità, ma anche qualità: contenuti con errori ortografici e grammaticali, testi incentrati sull’utilizzo smodato di parole chiave con il puro scopo di posizionarsi (ma poi, ci si posiziona davvero?), ripetizioni ridondanti e prive di senso logico portano a un rapido abbandono del sito internet, oltre che alla perdita di credibilità da parte dell’utente e a una cattiva reputazione agli occhi dei motori di ricerca.

Anche se oramai in molti si improvvisano web writer e copywriter, in certi casi affidarsi a figure professionali può davvero fare la differenza.

3) Informazioni difficili da reperire

Altra nota dolente di molti siti web non ancora ottimizzati in ottica SEO-friendly è una struttura del sito web e un’organizzazione dei contenuti non focalizzate sulla user experience, per cui al visitatore sono richiesti giri tortuosi per arrivare a centrare l’obiettivo che gli interessa, sia esso il reperimento di informazioni o il completamento di una procedura d’acquisto.

Banalmente, pensiamo alle pagine “chi siamo” e “contatti”: per qualsiasi azienda presente sul web dovrebbe essere assolutamente scontato e anzi naturale offrire questo tipo di informazioni ai propri visitatori, che spesso sono potenziali acquirenti: e, lato utente, chiunque navighi un sito deve aver chiaro chi è la realtà che sta visitando virtualmente e come poter fare per contattarla.

Invece purtroppo, nonostante le linee guida dei motori di ricerca ne sottolineino ripetutamente l’importanza, ancora molte realtà aziendali o personali o gruppi di discussione relativi a specifici argomenti hanno siti internet privi dei principali requisiti e quindi non rispondenti alle essenziali norme di user experience.

Questo, ancora una volta, porta a un innalzamento del livello di abbandono del sito internet: se il visitatore non trova immediatamente ciò che cerca, si rivolge altrove.

4) Grafica pesante e non fruibile

Anche in questo caso, per quanto riguarda l’ottimizzazione SEO, i motori di ricerca sono irremovibili: i siti internet con una grafica pesante e che scoraggia l’utente vengono penalizzati nei risultati di ricerca. Ciò si tramuta in una premiazione per quei siti web che invece sono costruiti con un template grafico semplice, leggero e fruibile.

Ma perché la grafica è così importante se si analizza la questione dell’abbandono di un sito internet? Diversi i fattori che entrano in gioco:

  • Mobile-friendly: la grafica deve essere studiata sin da principio per essere pienamente godibile e facilmente caricabile anche da parte di coloro che accedono al sito web da smartphone o da tablet, in ottica responsive;
  • Usabilità: colori di sfondo, colori delle aree di testo, colori delle tabelle etc devono essere il più vicino possibile all’esperienza dell’utente ed evitare un affaticamento da parte di colui che legge. I vecchi sfondi anni ‘90 pieni di disegni, di colori stellati e di gif animate oramai non si usano più: la strada è quella dell’estrema semplicità, pur tenendo conto dei colori del brand per dare vita a un efficace percorso di immagine coordinata;
  • Appealing: nella sua semplicità, il risultato grafico – in combinazione ovviamente con la struttura del menù e l’organizzazione dei contenuti – deve richiamare l’attenzione dell’utente: una pagina ben impostata dal punto di vista del layout, con aree informative perfettamente delineate, struttura di base semplice e uso di pulsanti dinamici e moderni possono davvero creare un ensamble che fa la differenza.

Anche il lavoro del web designer quindi ha un ruolo fondamentale nell’evitare la crescita del livello di abbandono del sito internet.

Come ridurre la percentuale di abbandono del sito internet?

I lavori ben fatti sono quelli che tengono conto della positività dell’esperienza dell’utente. Se fate qualcosa, fatelo per i vostri lettori, non per il motore di ricerca: sarà poi lui a premiarvi per aver dato vita a qualcosa di utile e apprezzato.

Se offrite contenuti originali, utili, ben scritti e mettete a disposizione informazioni facilmente reperibili, state tranquilli che i vostri sforzi saranno ricompensati: sia dal motore di ricerca che sarà maggiormente incentivato nell’offrirvi posizioni più alte nella classifica dei risultati di ricerca, ma anche dagli utenti stessi che saranno stimolati a cercare un contatto con voi e… magari a diventare vostri fidati clienti.

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