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“Ma Io Voglio Essere In Prima Pagina!”

“Ma io voglio essere in prima pagina!”

Ieri mi è capitato un fatto curioso.

Ho ricevuto la richiesta di un preventivo da parte del titolare di un’azienda per la revisione SEO dei contenuti del sito istituzionale. Nella mail il potenziale cliente chiariva in modo esplicito: “il mio obiettivo è essere in prima pagina per le parole chiave che mi interessano“. Quando gli ho detto che io non prometto mai posizionamenti in prima pagina, e mi stupisco ci sia chi ancora lo fa, si è risentito e mi ha chiesto se allora gli altri sono tutti ciarlatani.

Ho provato a mettermi nei suoi panni: io pago e voglio il risultato. Più che lecito, direi. Tuttavia secondo me un fornitore serio – sviluppatore web, seo copywriter, web designer etc – dovrebbe chiarire che nel web non funziona esattamente così: nessuno padroneggia le logiche di Google e nessuno può promettere a priori la conquista delle prime posizioni della SERP. E poi non dimentichiamo che mobile e desktop restituiscono risultati diversi. E, ancora, che Google ragiona in modo semantico e a volte ci posiziona per sinonimi, se lo ritiene pertinente.

Dunque come si fa a posizionarsi in prima pagina? Semplice: lavorando bene. Ed è questo l’obiettivo.

L’obiettivo per la scalata in Google: lavorare bene

Sembra banale, ma tra “lavorare bene” e “lavorare per arrivare in prima pagina” c’è una bella differenza.

Fino a pochi anni fa – ma c’è chi ancora lo fa – molti Webmaster e SEO Copywriter per conquistare posizioni in Google usavano tecniche di black hat SEO sconsigliate dallo stesso colosso di Mountain View. Pensiamo al riempimento spasmodico di parole chiave, oppure al popolamento delle directory, o ancora al cloaking. Ti andava bene finché Google non si accorgeva. Ma appena ciò accadeva erano dolori: il tuo sito poteva essere declassato o addirittura bannato, interamente o solo per la pagina coinvolta.

ban da google per tecniche di black hat seo

Sebbene tutto ciò sia drammaticamente recente, ormai le tecniche SEO poco ortodosse appaiono per fortuna come un lontano ricordo. Da qui il cambio di prospettiva: se oggi si vogliono ottenere risultati di qualità bisogna lavorare con qualità. Non ci sono altre soluzioni. Lavorare in funzione del risultato è l’unica strada che conosco e che ha finora permesso ai progetti cui ho preso parte di ottenere brillanti risultati.

Ottenere risultati dal web. Quando il gioco di squadra vince

Ma cosa significa lavorare in funzione del risultato? E quali figure sono coinvolte?

Innanzitutto vorrei chiarire che un buon lavoro di SEO Copywriting è fondamentale per posizionarsi bene in Google. Ma da solo non basta. Si stima infatti che siano oltre 200 i fattori di ranking che influiscono sul posizionamento di un sito web, dalla storicità del dominio alla velocità di caricamento, dai social signals ai backlink di qualità. La responsabilità non può essere demandata al solo web writer: è necessario un gioco di squadra dove ognuno svolga a puntino il proprio compito.

Per ottenere risultati da un sito web (e sperare di posizionarsi in prima pagina) a mio avviso servono:

  • Chiarezza nel progetto e negli obiettivi (cliente / eventuale referente marketing o Project Manager);
  • Grafica bella e funzionale (Designer / Web Designer);
  • Contenuti di qualità ragionati attorno a parole chiave (SEO Copywriter);
  • Un sito pulito, veloce a caricarsi e con un hosting performante (Web Developer);
  • Cassa di risonanza sui social media con la creazione di una community naturale attiva (Social Media Manager).

Quindi un cliente dovrebbe assodare tutte queste figure? Sì: oppure selezionare un web developer che abbia anche competenze nel design, ed eventualmente lasciare in stand by la parte social. O, ancora, affidarsi a un’agenzia.

Io posso dire che i risultati migliori li ho visti finora su progetti web curati in ogni dettaglio e portati avanti con continuità (ad esempio con il popolamento di un blog). Per certe tipologie di clienti, soprattutto in ambito B2C, la cassa di risonanza sui social è stata ed è ancora fondamentale (anche qui, attenzione: LinkedIn pullula di Social Media Manager, ma quanti siano quelli davvero capaci di portare risultati non lo so).

Creare un team dal nulla: attenzione!

E qui le cose si complicano. Perché creare un team che lavori a un progetto non è sempre così facile: crediamo tutti nel progetto? Siamo d’accordo sulla strategia da attuare? E sull’organizzazione interna? Quali sono i tempi di ciascuno?

lavoro di team per progetto web

Mi sono capitati alcuni casi – pochi, per fortuna – in cui il cliente avesse già il suo Web Developer di fiducia, ma cercasse un SEO Copywriter (io). Ebbene, in questi pochi casi si è proceduto con molta fatica: non eravamo sulla stessa lunghezza d’onda (ad esempio lo sviluppatore conteggiava la keyword density, un concetto a mio avviso ultra obsoleto) e nonostante il cliente alla fine si sia reso visibile in Google per alcune parole chiave per lui importanti, il processo non è stato per nulla fluido.

Quindi improvvisare un team non è un aspetto scontato: prima è meglio conoscersi, parlarsi e valutare se davvero si possa collaborare. In alternativa io ho sviluppatori di fiducia da segnalare.

Quindi avrò la mia agognata prima posizione?

Un professionista serio non può e non deve promettere la prima pagina. Nemmeno chi investe quattrini in campagne sponsorizzate su Google Ads ha la garanzia della prima posizione: figuriamoci chi ragiona solo in termini organici.

Tuttavia sono convinta che lavorare in funzione del risultato sia già un ottimo punto di partenza: quando si crede nel progetto, ci si cura di ogni aspetto, lo si tiene alimentato nel tempo (vedasi il blog), i risultati arrivano. Potrebbero volerci 4, 6, 10 mesi, ma alla lunga l’impegno paga.

Se vuoi dei testi di qualità sono qui.

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